Il cerchio dell’eccellenza

 

Lo stato interiore di una persona ha un’influenza importante sulla sua abilità di interagire con gli altri e di realizzare delle buone performance.

La capacità di gestire il proprio stato interiore è un aspetto importante per ottenere successo praticamente in tutte le aree di competenza degli esseri umani.

 

Secondo il grande psicologo William James:

La più grande rivoluzione della nostra generazione è la scoperta che gli esseri umani, modificando il modo in cui pensano, sono in grado di cambiare gli aspetti esteriori della loro vita.

 

Ad esempio, gli atleti che si preparano ad una competizione sportiva lavorano sia sui propri stati interiori che sulla condizione fisica.

Parlano di come sia importante mantenersi in uno stato di calma, di relax e di focalizzazione interna, anche in relazione ad eventi che richiedono un intenso sforzo atletico ed un notevole dispendio di energie fisiche.

 

Un altro esempio è quello riportato da uno studio sulla leadership efficace, in cui veniva rivolta ai manager questa domanda:
“Come affronti le situazioni impegnative che comportano incertezza, conflitto e/o complessità?”.

La risposta più comune era più o meno qualcosa del genere:

Raccolgo più informazioni possibile, guardando la situazione da ogni angolazione e mettendo insieme i dati rilevanti.
Tuttavia, quando poi mi trovo concretamente in quella situazione, non succede che mi metta a pensare davvero a quello che farò o dirò, né al modo in cui dovrei reagire o rispondere.
Potrebbero verificarsi troppe cose a cui non ho pensato.
In quel momento, il mio unico pensiero è: “In quale stato vorrei trovarmi adesso?”.
Infatti, se sono nello stato sbagliato, mi metterò a combattere, non importa quanto sia preparato.
Se invece sono nello stato giusto, anche se non conosco le risposte, l’ispirazione verrà da sé.

 

Alcuni stati interiori, come “l’ansia da esame”, ci impediscono di utilizzare le nostre risorse in maniera efficace, creando una sorta di “blocco” e impedendoci di utilizzare quello che sappiamo.
Gli stati risorsa, d’altro canto, ci aiutano ad ottimizzare le nostre competenze mentali e fisiche e a mettere in atto delle prestazioni eccellenti.

Dal punto di vista della P.N.L. gli stati interiori sono una sintesi delle caratteristiche sia mentali che fisiologiche che influenzano le performance e stimolano i processi inconsci. Disporre di metodi per selezionare e gestire gli stati interiori di una persona rappresenta un elemento chiave di una performance efficace.

Stati interiori di tipo diverso sono più efficaci per la gestione di situazioni ed ambienti diversi. Apprendere varie strategie per definire e modificare stati interiori consente di aiutare i clienti ad essere più efficaci in ogni aspetto della loro vita personale e professionale.

 

Il cerchio dell’eccellenza

Uno degli aspetti più importanti del “gioco interiore” è l’abilità di gestire i propri stati interiori. Questa implica la capacità di selezionare e di mantenere tipi di stati interiori che possano promuovere e sostenere una performance efficace.

 

Il cerchio dell’eccellenza è un processo di P.N.L. fondamentale per aiutare le persone a gestire le proprie rappresentazioni interne con più consapevolezza ed efficacia.

Ha lo scopo di aiutare le persone ad ancorare, arricchire e recuperare stati di performance ottimale.

 

Gli obiettivi dello schema del cerchio dell’eccellenza sono:

scoprire qualcosa in più sui propri segnali interiori e comportamentali di quando si è in uno stato di efficacia

creare un’àncora interiore che consenta di riaccedere più facilmente a quello stato

imparare ad osservare e a leggere più efficacemente i segnali delle altre persone

 

Il coach può guidare il cliente attraverso il cerchio dell’eccellenza con le seguenti istruzioni:

 

1.

Scegli uno stato-risorsa in cui vorresti trovarti più spesso (ad esempio, uno stato di creatività, di sicurezza in te stesso etc.).

 

2.

Identifica un’occasione in cui ti sei trovato pienamente in quello stato.

 

3.

Immagina che per terra, di fronte a te, ci sia un cerchio, oppure seleziona un colore, un simbolo o un altro segnale visivo o sonoro che assoceresti a quello stato.

 

4.

Quando ti senti pronto, fai un passo in avanti nel cerchio (o verso il simbolo che hai scelto in alternativa al cerchio). Rivivi quell’esperienza di risorsa, associandoti pienamente allo stato. Vedi attraverso gli occhi, senti attraverso le orecchie e percepisci le sensazioni, il ritmo del tuo respiro etc.

 

5.

Fai una lista degli schemi cognitivi e comportamentali (sia di quelli evidenti che di quelli più sottili) associati allo stato. Focalizza internamente l’attenzione e rileva tutte le rappresentazioni interiori, le caratteristiche sensoriali, il ritmo della respirazione, la tensione muscolare etc.

 

6.

Aumenta l’esperienza che hai dello stato amplificando le qualità sensoriali (colore, movimento, luminosità etc.) ad esso associate, incluse le modalità rappresentazionali (vista, udito, tatto, movimento, olfatto e gusto).

 

7.

Fai un passo indietro e distogliti dallo stato.

 

8.

Fai un altro passo in avanti nel tuo “cerchio dell’eccellenza”, verificandone, così, il funzionamento e facendo attenzione a quanto sia rapido ed effettivo il tuo ri-accesso allo stato.

 

9.

Ripeti i passaggi dal n. 1 al n. 7, finché riesci a realizzare un accesso facile e “chiaro” allo stato.

 

10.

Identifica alcune situazioni in cui vorresti essere in questo stato. Immagina di poter portare il “cerchio dell’eccellenza” in qualsiasi situazione e di potervi accedere liberamente in futuro.

 

Il cerchio dell’eccellenza consente ai clienti di scoprire gli schemi cognitivi e fisici associati agli stati personali di performance efficace.

Inoltre, aiuta sia i clienti che i coach a diventare più consapevoli dei tipi di segnali che possono essere indicativi in termini di riconoscimento e gestione degli stati di altre persone. Anche comportamenti poco evidenti possono fare la differenza in una performance.

Se si è in grado di individuare qualcuno di questi segnali, si può riuscire a riaccedere a quello stato in modo più consapevole e mirato.

Più cose si conoscono degli aspetti cognitivi e psicologici associati alle proprie massime performance (peak performances), più possibilità si avranno di riuscire a riaccedervi ogni volta che lo si desidera.

 

Estratto dal libro IL MANUALE DEL COACH.

 

Vuoi approfondire l’argomento? Visita la pagina del COACHING ESSENZIALE

Vuoi ricevere altri contenuti su questo argomento? Clicca qui